Ugento, 02/10/2025
A tutte le bambine, i bambini, le ragazze ed i ragazzi
del nostro Istituto Comprensivo Statale di Ugento
A tutti i nonni delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi
del nostro Istituto Comprensivo Statale di Ugento
E p.c.
A tutta la Comunità Scolastica dell’Istituto
Mezzo: Registro Elettronico / Sito Web
OGGETTO: 2 Ottobre 2025: auguri a tutti i nonni…del nostro Istituto.
Nonno Pino era un uomo figlio del suo tempo, di quei valori incrollabili legati alla tradizione, al lavoro, alla famiglia. Classe 1913, volontario nella campagna d’Etiopia del 1935, soldato di Sua Maestà Re Vittorio Emanuele III, rientrò in patria, a Racale, nel 1936 con 600 Lire quale somma delle paghe ricevute per il servizio reso alla Patria. Con quelle 600 Lire comprò il suo primo podere, in agro di Racale, poco distante dal mare che ancora oggi si scorge nella sua grandezza, depositario di tante storie di vita vissuta. E la storia di nonno Pino è una vita di duro lavoro e sudore. Quel podere era la sua terra, il suo mondo. Con le pietre estratte da quell’aspro terreno nonno Pino costruì un trullo grande, bellissimo, era il suo castello. E mi sembra ancora di vederlo ancora lì, io bambinetto a giocare e lui a lavorare la sua terra, calda dal Sole rovente, rossa come il vigore che caratterizzava parte del suo carattere forte e deciso. Credo anche che si affidasse al buon Dio affinché il proprio lavoro, faticoso, duro, potesse poi dare il frutto sperato, in tutti i sensi. Era un uomo attento mio nonno, era orgoglioso che io portassi il suo nome: Giuseppe. Austero ed autorevole quando era necessario, ma anche sorridente, scherzoso e coinvolgente. Come quella volta in cui prese una grande tinozza, mise dentro l’uva appena raccolta, ed insieme, a piedi nudi, la pigiammo per fare il vino. Mi guardava e sorrideva, ed io, divertito, insieme a lui mi sentivo parte di un mondo bellissimo, di cui ancora oggi avverto la semplicità, la luce, quasi il profumo.
Una realtà in cui non si aveva bisogno di nulla se non stare insieme. Non bisogna abbandonarsi alla nostalgia, ma, nel ricordo sempre vivo, ci si deve far richiamare alle radici e guardare ad esse come una guida, una direzione in questo mondo complicato, controverso, difficile da capire e gestire. Mio nonno mi ha indicato la strada, tutti i nonni, oggi come ieri, insegnano con il loro esempio ciò che conta, ciò che è vero, ciò che è autentico.
Ed in questo giorno, importante, di ricordi di vita lontana, mi rivolgo a voi, mie care nonne e cari nonni dei nostri bambini e ragazzi, affinché giunga a voi il mio personale augurio attraverso queste poche righe, nel piccolo racconto di uno spaccato di vita lontana, tratto da uno sguardo rivolto attraverso una finestra aperta sul passato, che spero possa condurre i nostri bambini e ragazzi, nella considerazione e riflessione della festa dei nonni, a quei valori autentici che discendono dalle nostre radici, affinché da loro, giovani che si affacciano alla vita ed al mondo, siano custoditi, tramandati e preservati.
Buona festa dei nonni ed auguri a tutti voi.
Il vostro Dirigente Scolastico
Prof. Giuseppe Reho
0